BOTèCO | Un Viaggio Alla Scoperta Della SOSTENIBILITA'

di Orietta Di Francesco (@declarat_ori)





Questo mese ha inizio su Boté Magazine una rubrica “green” con lo scopo di accompagnarvi in un viaggio alla scoperta di un tema tanto importante quanto poco sedimentato nella nostra cultura, sebbene ultimamente di tendenza: la sostenibilità e ciò che la circonda.


Sono onorata di curare questo spazio e vorrei iniziare col dirvi che questa non sarà una rubrica fatta di dettami imprescindibili, di regole mirate a rivoluzionare ogni abitudine dalla sera alla mattina al grido di“solo così si può salvare il pianeta!”


No, nulla di tutto questo.


Botéco sarà un luogo di condivisione di informazioni, idee e suggerimenti che aiutino a prendere maggior consapevolezza del nostro impatto ambientale, singolo e globale, al fine di gettare un piccolo seme che ognuno potrà, se vorrà, far crescere secondo le proprie possibilità ed esigenze di vita.


Sostenibilità, quante volte abbiamo sentito questo termine?

Personalmente lo ritrovo spesso in molti contesti ma non sempre citato a proposito. Mi piace partire dal significato della parola che possiamo reperire sui dizionari della lingua italiana perché lo trovo molto esplicativo.


Sostenibilità:


Possibilità di essere mantenuto o protratto con sollecitudine e impegno o di esser difeso e convalidato con argomenti probanti e persuasivi.


Possibilità di essere sopportato, specificatamente dal punto di vista ecologico e sociale.


In ecologia si parla di sviluppo sostenibile, processo di sviluppo economico e produttivo tendente ad armonizzare lo sfruttamento delle risorse disponibili con il rispetto delle condizioni e delle compatibilità ambientali.


Verbi come mantenere, difendere, protrarre e sopportare sono a mio avviso la chiave del concetto. Quando si parla della necessità di un mondo più sostenibile si sta dicendo che si deve essere in grado di:


- mantenere il soddisfacimento dei bisogni della popolazione;

- difendere le risorse naturali presenti;

- protrarre la loro esistenza per le generazioni future;

- sopportare uno sviluppo economico che faccia coesistere tutte queste azioni.


Non a caso il concetto di sostenibilità è stato introdotto nel corso della prima conferenza ONU sull’ambiente nel 1972 in relazione allo studio dei sistemi ecologici, caratterizzati da proprietà quali capacità di carico, autoregolazione, resilienza e resistenza che, nel loro insieme, influiscono sulla stabilità dell’ecosistema.


Un ecosistema in equilibrio è implicitamente sostenibile

L’interazione con l’ecosistema antropico, complesso ecologico formato dall’uso del suolo, dalla mobilità e dalle componenti socioeconomiche dell’ambiente, ha messo a dura a prova l’equilibrio naturale e per questo motivo il concetto di sostenibilità si è evoluto nel tempo assumendo un significato più globale: oggi la sostenibilità implica un benessere ambientale, sociale ed economico e la prospettiva di lasciare alle generazioni future una qualità della vita non inferiore a quella attuale.


Vent’anni dopo l’introduzione del concetto, nel 1992, dopo la conferenza su ambiente e sviluppo è divenuto il nuovo paradigma dello sviluppo stesso.


La domanda che dobbiamo farci è: cosa stiamo lasciando alle generazioni future?

Senza addentrarmi nella giungla dei dati, ma basandomi solo sui fatti diventati di cronaca dico che stiamo lasciando certamente un pianeta surriscaldato, lo dimostrano l’assottigliamento e lo scioglimento di ghiacciai millenari; stiamo lasciando incredibili isole di plastica galleggianti composte da tonnellate di rifiuti; aria inquinata oltre limiti dai range già fin troppo ampi; stiamo deforestando e impoverendo il suolo con le culture intensive necessarie al fabbisogno degli allevamenti intensivi, il tutto direttamente proporzionale alla nostra richiesta di cibo che per analogia definirei altrettanto intensiva.


Un antico proverbio amerindo di cui non si conosce la tribù d’origine, data la molteplicità delle fonti e dei rimandi, dice:


“Non ereditiamo la terra dai nostri avi; la prendiamo in prestito dai nostri figli. Nostro è il dovere di restituirgliela.”

Con queste parole lascio aperta a voi la riflessione, per quanto mi riguarda penso che fino ad oggi abbiamo sfruttato il pianeta senza curarci del futuro, penso che sia necessario un cambiamento ai vertici dell’economia mondiale, ma ritengo altrettanto importante fare nostro il concetto di sostenibilità per praticarlo, foss’anche con piccoli gesti senza mai pensare che sono inutili; l’educazione ambientale ed etica dovrebbero essere il pane quotidiano delle generazioni future in modo che facciano meglio di quanto abbiamo fatto noi fino a qui.


Nel mio piccolo e senza pretesa alcuna di perfezione percorro il cammino della sostenibilità nel quotidiano, principalmente per trasmettere ai miei figli il concetto che non siamo padroni del pianeta, ma solo ospiti.


Bibliografia:

http://www.treccani.it/enciclopedia/sostenibilita/



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