BOTE' PEOPLE| Gianluca di ANTOS COSMESI

Da quando ho iniziato ad appassionarmi alla cosmetica naturale, ho anche cominciato ad interessarmi a tutto quello che succede per far nascere un cosmetico.


Mi interessano i processi produttivi delle aziende, grandi o piccole che siano, quello che accade negli stabilimenti, gli strumenti e le tecniche che vengono utilizzate, le persone che lavorano nel campo della cosmesi naturale, la loro attività di ricerca. Le loro idee.


Se anche tu ti riconosci in questa curiosità, sappi che i tuoi desideri potranno essere esauditi: Antos Cosmesi, la conosciutissima azienda di Ozzano Monferrato ha iniziato ad aprire i propri laboratori nel 2019, in occasione dei festeggiamenti per i 30 anni di attività.


In quell'occasione ho prenotato la mia visita: te la racconto adesso anche come buon auspicio per il futuro, quando di certo si potrà ricominciare a vivere e a circolare, e i laboratori di Antos si potranno visitare di nuovo.


Ma prima, che sia il momento di un breve inciso sull’azienda.



Antos Cosmesi produce cosmetici naturali, e si chiama come il Fiore (ànthos, in greco) (ecco a cosa mi è servito frequentare il classico), guidata da una conduzione familiare, ma con una visione di più ampio respiro, cosa che ho scoperto osservando i loro laboratori.


La produzione avviene nel pieno rispetto dell’ambiente, selezionando per quanto possibile materie prime locali, ovviamente naturali e di origine vegetale. Essendo nati negli anni ’80 come apicoltori, le uniche materie di origine animale che vengono utilizzate restano la propoli e la cera d’Api.


L’essenzialità fa parte della loro filosofia, così come la sosteniblità. I packaging sono estremamente semplici: si preferisce investire nei cosmetici - che vengono prodotti con pochi ingredienti ritenuti davvero efficaci - piuttosto che nei loro contenitori.


Nonostante ciò, esistono nel catalogo di Antos circa 300 (trecento!) prodotti diversi, il cui ciclo produttivo viene seguito con particolare programmazione, in modo che i prodotti restino sempre freschi: la quantità dei pezzi è calibrata per rimanere in magazzino al massimo sei mesi, dato che il PAO (la durata del cosmetico, da cui si desume la data di scadenza) è di 18 mesi.


Tornando ai laboratori, questa visita mi ha permesso di notare almeno tre cose.


La prima cosa che ho notato, oltre all’ordine, all’efficienza e alla pulizia degli spazi, è stata la presenza di macchinari nuovissimi, di diverse taglie, che ho scoperto essere i turboemulsori (ovvero gli enormi “frullatori” grazie ai quali vengono mescolate le materie prime per creare creme e gel): questi gioiellini della tecnologia permettono di emulsionare l’acqua con le altre materie prime, e sono stati studiati appositamente da Gianluca, il titolare di Antos, per apportare il minore impatto ambientale, risparmiando energia.


piacere, sono un turboemulsore


Come è possibile tutto ciò?


Ad esempio, l’acqua che viene utilizzata per preparare i cosmetici viene prima decalcificata tramite il processo di osmosi inversa e sottoposta ai raggi UV per renderla più affine possibile con la pelle, e poter utilizzare la minima quantità di conservanti;


l’acqua per così dire “di scarto”, recuperata da questo processo di purificazione, non viene reimmessa nell’ambiente, ma viene utilizzata per raffreddare il turboemulsore, passando attraverso una doppia camera appositamente progettata.


Tramite il procedimento di riscaldamento e raffrescamento diretto del turboemulsore, le materie grasse da inserire nel cosmetico possono essere fuse direttamente nell’acqua e non a parte, et voilà, si va a consumare meno energia.



Gianluca la zona di preparazione degli attivi


La seconda cosa che ho notato, è la catena di montaggio per l’invasettamento, che avviene a doppia scala: alcuni prodotti per piccoli lotti vengono confezionati manualmente (ad esempio, il celeberrimo tonico astringente); gli altri - data anche la mole di produzione - passano attraverso i vari macchinari ed etichettatori.


Apprezzo molto la commistione tra artigianale e industriale che caratterizza i loro prodotti, e che si nota anche da questip articolari.



Gianluca & l'invasettamento


La terza cosa che ho notato è la volontà dell’azienda di sperimentare materie prime non “tradizionali” e utilizzi nuovi: mi riferisco particolarmente a una materia prima che è stata introdotta nelle linee cosmetiche di Antos e che sta spopolando, lo Squalano Vegetale / Emisqualano.


Questa materia prima deriva dalla canna da zucchero e viene ottenuto tramite procedimenti che utilizzano le biomasse per produrre energia, e pertanto sono prive di impatto ambientale.


Non sono tantissimi, ancora, ad utilizzarlo nelle preparazioni cosmetiche, nonostante sia un potentissimo ed efficace emolliente


La visita si è conclusa con un saluto all’estrattore a ultrasuoni (che permette di ottenere gli estratti in 30 minuti anziché in 30 giorni, sempre sia lodato), un cosmetic show accompagnato da vin brulèe e salatini, e una sessione di shopping selvaggio & compulsivo presso lo spaccio dell’azienda (NB: non ho subito pressioni di sorta per la suddetta sessione, anzi a un certo punto l'unica cosa da fare era mandarmi via a spintoni per non farmi pernottare là dentro) .



Arrivata a questo punto non mi sono potuta esimere dall’importunare Gianluca (noto alle appassionate di cosmesi naturale attive su Instagram come Mr. Antos) con alcune domande, non paga di quanto già abbia visto durante la visita.


Quante sono le persone che lavorano in Antos, e come sono suddivisi i ruoli?

Le persone che lavorano da Antos sono 9 e non hanno un ruolo particolare: cerchiamo di adattarci a fare tutto perchè se manca qualcuno sono dolori! Comunque qualcuno si occupa di produzione, altri di spedizioni e magazzini, altri alla vendita e ai rapporti con i clienti, ecc. Poi bisogna studiare nuovi prodotti, pensare a far pubblicità ed intrattenere i clienti sui social. Per adesso riusciamo a fare ancora tutto.


In particolare, chi studia e formula i cosmetici? e come avviene questo processo nella fase “creativa”, prima di inserire il prodotto nel mercato?

La parte creativa è data da due fattori: Richieste di mercato, novità nelle materie prime, nuove esigenze di packaging ecc. Le formule si fanno e si testano prima tra di noi, dopodiché se il prodotto va bene lo si testa ufficialmente in laboratori esterni. Infine lo si mette in vendita.


Come vengono selezionate le materie prime, e da dove arrivano?

Le materie prime vengono selezionate nel nostro caso in base alla loro origine vegetale. Dopodiché cerchiamo fornitori che abbiamo disponibilità costante delle materie prime e che siano a loro volta testate e certificate, o bio, oppure che sia garantito il basso impatto ambientale in produzione.


A quanto ammonta la produzione annua di Antos, in termini di chili e litri? Ed il venduto, ovvero il consumato, sempre negli stessi termini?

Dipende dagli anni, ma possiamo dire che vengono venduti circa 100.000 pezzi annualmente e circa 20/30.000 kg di cosmetici.


Ricerca ed innovazione: come si comporta Antos rispetto a queste due parole?

Più che ricerca abbiamo a cuore il prodotto finito e quindi ci impegniamo per creare (e quindi assemblare) materie prime di nuove concezione. Diamo la priorità a realtà interessanti e a startup che sviluppano nuove materie prime.


Quali sono le materie prime che preferite utilizzare?

Le materie prime che non devono mai mancare in un prodotto Antos sono: gli estratti di erbe, gli emulsionanti di origine vegetali e gli oli spremuti a freddo


Qual è il vostro prodotto più venduto? e quello a cui siete maggiormente “affezionati”?

Il prodotto al quale siamo maggiormente affezionati è l’unguento alla propoli, che nacque ancora prima di Antos, quando avevamo solo una piccola azienda di apicoltura e si chiamava “cera miele e olio di mandorle”. Quello più venduto in assoluto è il latte detergente, seguito a ruota dal tonico astringente.



i tre moschettieri di Antos


Nel contesto odierno di particolare cura ed attenzione alla conservazione dell’ambiente, come si pone Antos rispetto ai materiali utilizzati per i packaging? E la plastica?

Antos al momento non ha iniziato una battaglia contro la plastica, perchè la plastica, se opportunamente utilizzata e riciclata, può essere un materiale con cui convivere. Tutti i materiali hanno un impatto sia in produzione, sia in fase di riciclo. Se la gettiamo correttamente non più far danni all’ambiente e potremo riutilizzarla.


Uno sguardo al futuro: quali saranno le tendenze nella cosmesi naturale dei prossimi anni?

Le tendenze per il futuro saranno sempre più green, anche perchè le aziende di materie prime fanno sempre più uso di piante e colture rinnovabili per creare nuove materi prime fantastiche!

Dai, scrivici! Hai qualche richiesta, curiosità, o bisogno di un consiglio? Digita il tuo messaggio qui sotto!

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