BOTE' PEOPLE | Serena di IL PETTIROSSO COSMETICI

di Mariarca Guglielmo (@unapersoncinaperbene)


Siamo sempre stati abituati ad acquistare prodotti di bellezza al supermercato o in profumeria, senza nemmeno porre troppa attenzione ai loro ingredienti. Ci bastava leggere l’etichetta e li usavamo senza porci troppe domande, lamentandoci talvolta del risultato ma senza domandarci mai realmente il motivo. La maggior parte di noi che oggi fa acquisti consapevoli, viene da quegli anni bui, in cui gli ingredienti dei cosmetici erano una lettura da bagno fine a se stessa e le promesse riportate sull’etichetta sembravano, da sole, rispondere a tutti i nostri bisogni.

Se sei tra quelli che oggi gli acquisti li fa in “bioprofumeria”, che prima di acquistare qualcosa cerca gli ingredienti nel Biodizionario, complimenti stai aiutando il mondo a trovare un attimo di respiro e stai ispirando gli altri a fare lo stesso.

Ma cosa comprare? I brand che si trovano nelle bioprofumerie sono tutti sicuri? Questo dipende molto dall’etica del rivenditore, ma anche dai nostri approfondimenti personali. Ogni volta che acquistiamo qualcosa, diventiamo azionisti del mondo vecchio che non vuol cambiare o di quello nuovo, fatto di consapevolezza e attenzione.

A questo scopo nasce questa piccola rubrica il cui fine è conoscere meglio le persone che si trovano dietro i prodotti che compriamo. Il primo posticino sotto i riflettori di questa rubrica non poteva che essere occupato da Serena, la dolcissima portavoce del brand ecobio “Il pettirosso”. Serena insieme al suo compagno Ivan, produce nel loro laboratorio artigianale, situato sui monti della Maddalena nella zona del Cilento, una linea fitocosmetica pregiata, che prevede l’impiego di erbe spontanee raccolte a mano, priva di peg, petrolati, sles, sls e parabeni. Ogni singolo ingrediente utilizzato è ecosostenibile ed ecocompatibile, i prodotti vengono fatti in piccoli lotti, in confezioni 100% riciclabili e addirittura gli inchiostri delle loro bellissime stampe sono di origine vegetale.




Partiamo dalla prima domanda. Quella che si fa spesso per abitudine ma di cui raramente si ascolta la risposta: come stai?


Molto bene grazie.

Mi chiedo spesso come nasce un’azienda come la vostra. Qual è la molla che vi ha lanciato verso questa meravigliosa avventura chiamata pettirosso? È partito prima di tutto dalla voglia di creare qualcosa che valorizzasse il cilento e il Vallo di Diano che sono dei posti meravigliosi. Io non sono originaria di queste zone, sono di Reggio Emilia. Sono venuta a vivere qui quando mi sono sposata con Ivan, che aveva già uno spazio dove faceva agricoltura biodinamica. Coltivava la terra in maniera davvero particolare, autoriproduceva i semi, e quando sono arrivata io, mi sono ritrovata questa biodiversità così ricca di piante spontanee. Dalla nostra unione è nata la voglia di dar vita a qualcosa di bello che includesse questo mondo naturale di cui sentivo di far parte. I primi prodotti che abbiamo creato sono stati gli oleoliti, gli unguenti e i saponi, fino ad arrivare alla linea che abbiamo oggi. L’idea carina di base è quella di creare dei prodotti che portino dentro un po’ di Cilento. Quando un nostro cliente va ad usare una crema, uno shampoo o un siero, trova al suo interno un principio attivo, proveniente da una pianta cresciuta spontaneamente nel territorio che viene raccolta nel pieno rispetto degli equilibri naturali e poi trasformata al meglio.



La prima volta in cui ho letto che facevate la raccolta a mano delle erbe spontanee, ho avuto questa immagine bucolica di te che la mattina ti svegli, ti lavi il viso con una saponetta all'arancio, una spruzzatina del vostro tonico e poi via, pronta a raccogliere fiori, erbe e ramoscelli con le farfalle che ti rincorrono. Senza spezzare troppo questa mia idea romantica, ci racconteresti come si svolge la tua giornata tipo?


Non voglio spezzare troppo la tua immagine romantica, nel senso che in alcuni periodi dell’anno avviene davvero come mi hai immaginata tu, ma le raccolte avvengono prevalentemente nel periodo tra maggio e luglio, nei restanti mesi lavoro in laboratorio, senza farfalle che mi rincorrono. Il periodo compreso tra maggio e luglio è quello con le maggiori fioriture, in cui mi armo di cestino, paglietta e stivaloni belli lunghi perché bisogna stare attenti al caldo ma anche ai serpenti. Mi muovo in diverse aree, in base alle piante e generalmente ci vado la mattina non troppo presto perché non va bene raccoglierle con l’umidità, e nemmeno quando il sole è troppo forte, sia per me che per loro. Col calore troppo forte infatti, i principi attivi vanno in circolo per tutta la pianta e visto che a noi molto spesso serve solo il fiore, andrebbero così dispersi. Una volta raccolte vengono portate in laboratorio. Se si tratta di piante che necessitano di essere lavorate da fresche vengono messe subito in macerazione, altrimenti vengono messe nell'essiccatore. Il pomeriggio lo dedico al laboratorio, in produzione ma spesso nei periodi di raccolta dopo le cinque torno nel campo a raccogliere ancora un po’, prima che cali la sera. Molto spesso inoltre tocca fare chilometri per trovare le piante, come l’iperico. Ci sono anni in cui crescono tutte vicine, altri in cui sono sparpagliate e in quel caso ci spostiamo per i boschi con la nostra pandina bianca. Nei restanti mesi dell’anno lavoro prevalentemente in laboratorio o nello showroom che abbiamo davanti, dove ogni tanto viene qualche cliente a vedere i prodotti o a fare qualche regalino. Alla sede originaria in montagna, dove si fa la prima parte di estrazione, abbiamo aggiunto una seconda sede dove si completa il prodotto e si facilita la logistica.



Come hai imparato a distinguere erbe e fiori? Ti sei aiutata con qualche manuale o ti è stato tramandato da qualcuno?


Ho imparato grazie ad una passione che è venuta strada facendo. Io non vengo dal settore erboristico, ho studiato amministrazione finanza e marketing ma ho sempre avuto, ancor prima di venire in Cilento, una grande passione per la natura e per le piante. Così ho cominciato a studiare. Ho fatto tantissimi corsi con esperti che ci portavano direttamente sul campo a riconoscere le piante. Ho anche tantissimi libri su cui ho approfondito questa materia che oltre a costituire il mio lavoro, è una grande passione. Negli ultimi anni ho preso anche una specializzazione più seria. Ho conseguito il “Diploma in scienze tecniche erboristiche” per concludere un po’ il percorso. Per il discorso estrattivo invece, ci affidiamo ad un chimico che ci ha seguito molto negli anni. Soprattutto all’inizio quando mi piaceva una pianta ne studiavo le caratteristiche e le proprietà e il chimico ci aiutava ad ottenere un estratto professionalmente idoneo per essere messo nei prodotti.


Una volta ad un colloquio di lavoro mi hanno fatto una domanda che mi è piaciuta molto e che ora giro a te: se avessi la possibilità di scegliere un superpotere per aiutare il mondo in cui viviamo, quale sceglieresti?

Trovo che questa domanda sia molto carina! Ci sono molte cose nel mondo che andrebbero migliorate. La tematica a cui tengo particolarmente è la tutela ambientale. Se potessi scegliere un superpotere sarebbe bello poter trasformare i rifiuti in fiorellini o in vegetali che non danno fastidio all'ambiente, anzi. È davvero straziante vedere le immagini di tanti animali che muoiono a causa della plastica, delle microplastiche o dei rifiuti pericolosi riversati nei posti più belli d’Italia. Per non parlare delle zone dove trivellano e avvelenano acque e sorgenti con rifiuti radioattivi.

Se tu fossi una star del cinema, arrivati a questo punto ti chiederei sicuramente a che film stai lavorando! Non stiamo parlando di cinema....quindi ti chiedo, c’è qualche nuovo prodotto a cui state lavorando? Cosa bolle nelle pentole del pettirosso?


Qualcosina bolle in pentola ma vorrei mantenere la riservatezza. Già da un pochino stiamo lavorando a questa cosa, sperando venga fuori un bel prodotto. Come sai Mary, preferiamo fare pochi lanci, pochi prodotti fatti veramente bene e con scrupolo. Sullo scrub viso che abbiamo presentato al SANA dell’anno scorso, ci abbiamo lavorato quasi un anno e mezzo prima di lanciarlo, proprio perché ci teniamo ad utilizzare la minor quantità di conservanti possibile, ma per farlo, vanno fatte diverse prove di stabilità. Il prodotto deve superare i “challenge test” e quindi ci prendiamo tutto il tempo necessario. Speriamo che a breve riusciremo a fare il lancio ma non voglio sbottonarmi troppo, porta pazienza (ride).



Mi sono sempre chiesta come nasce un cosmetico e non mi riferisco solo al mettere insieme gli ingredienti, intendo come nasce l’idea? Del tipo “caro mi serve uno scrub corpo, ne produciamo uno?” Oppure dietro c’è una ricerca più accurata?


Non abbiamo una regola precisa. Inizialmente quando siamo partiti e abbiamo fatto tutto il lavoro di ricerca sperimentale degli estratti, creavamo un principio attivo partendo dalle piante che avevamo. Dallo studio delle proprietà venivano poi valutati i prodotti. All’inizio avevamo veramente poche referenze e quindi c’era ampia libertà di scelta sui prodotti da creare. Adesso le cose sono quasi all’inverso perché la linea si è ampliata e decidiamo anche un po’ in base alle esigenze del pubblico e al prodotto che non abbiamo ancora. Valutiamo quindi gli attivi che potrebbero andare bene su un prodotto nuovo.

I disegni sulle vostre confezioni sono vera e propria poesia, vi siete rivolti a qualche illustratore?


Ti ringrazio tantissimo per i complimenti, in realtà si tratta di disegni molto semplici che faccio io a pastello. Una volta che abbiamo creato il prodotto faccio il disegno degli attivi in esso contenuti, li diamo ad uno studio grafico che assembla il tutto sulla fustella della scatolina e sull’etichetta. Anche il nostro logo l'ho disegnato io. Avete mai pensato di fare degli articoli di merchandising come tazze e magliette con i disegni dei vostri prodotti?


Abbiamo l’idea in futuro di creare delle cartoline o degli articoli di cancelleria. Per il momento è solo un’idea, alle tazze non avevamo mai pensato. È un’idea carina, grazie!

Ma poi questo pettirosso, esiste davvero? Viene a farvi visita?

Questo pettirossino esiste davvero! Anzi, ti racconto un aneddoto carino. Al laboratorio sù in montagna d’inverno la neve raggiunge anche i 40 cm. Abbiamo questa stanza che chiamiamo la stanza delle stufe, dove teniamo le caldaie a legna che mandano calore ai termosifoni all’interno del laboratorio. Spesso lasciavamo la porta aperta e quando andavamo a caricare le stufe, trovavamo questo pettirossino che si veniva a scaldare sopra le travi della stanza. Se ne stava lì al calduccio e noi ci siamo ispirati a lui per dare il nome al nostro laboratorio. Inoltre il laboratorio si trova a mille metri in montagna e dai boschi circostanti è facile incontrare altri pettirossi che vengono lì intorno a cercare cibo. Possiamo dire che si tratta del nostro uccellino protettore





Ci daresti una ricettina facile, facile da riprodurre in casa?


C’è una maschera viso purificante e rivitalizzante che faccio spesso, davvero molto facile e ideale anche per questo periodo. Basta mescolare 3 cucchiaini di argilla bianca, 1 cucchiaino di gel d'aloe, 2 cucchiaini di acqua di rose, 4 gocce di olio viso rivitalizzante alla rosa canina e mimosa e 2 goccine di olio essenziale di lavanda. Si tiene in posa dai 10 ai 20 minuti, spruzzando di tanto in tanto un po’ di tonico per non farla seccare e poi si risciaqua. Una volta ti ho visto mentre mostravi un rimedio casalingo in caso di scottatura solare, vorresti ripeterlo anche qui? Potrebbe essere molto utile a chi ci legge. In caso di scottatura solare basta versare un pochino di acqua in un bicchiere, in cui si aggiungono delle gocce di oleolito di iperico e/o di elicriso. Si agita velocemente con un cucchiaino fino ad ottenere una schiumetta bianca. Si immerge una garza oppure un foglio di carta assorbente in questa mistura e si poggia direttamente sulla zona scottata. Si avrà subito una sensazione di sollievo. L’acqua servirà a far penetrare meglio la parte oleosa mentre l’olio di iperico è proprio indicato per le scottature. Quello di elicriso è sfiammante e lenitivo ed è molto utile anche in caso di irritazione o punture d’insetto


Ringraziamo Serena per essersi prestata a questa piccola intervista per Boté Magazine, spero possa essere d’ispirazione per coloro che si affacciano per la prima volta al mondo ecobio e che possa essere stato interessante, per chi utilizza già i loro meravigliosi prodotti.




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