Musica, Suoni e Evoluzione Vibrazionale

Dove le parole non arrivano, la musica parla” Beethoven

di Novella Vycpalek (@novellavyc)


Cari lettori, in questo numero di Boté Magazine esamineremo un altro interessante aspetto delle vibrazioni energetiche, ovvero quello legato alla musica. Il suono, le canzoni, le sinfonie scandiscono e accompagnano ogni momento della nostra giornata, sono in grado di suscitare forti emozioni e risvegliare ricordi, hanno dunque una grande influenza nella nostra vita a livello emotivo.

Il suono è vibrazione: tutto vibra, ogni cosa, oggetto o essere vivente è in movimento, ed emette un suono che può essere percepito o meno con l'udito, e vibrando emette una frequenza.


Queste frequenze, quando non sono udibili, sono chiamate infrasuoni mentre quando sono al di sopra della soglia udibile si chiamano ultrasuoni; entrambe, per intenderci, sono le frequenze che percepiscono gli animali (sapevate che gli infrasuoni vengono usati per comunicare con le balene?)




Le frequenze si propagano attraverso le onde, che vengono chiamate "onde sonore" quando si riferiscono a un suono. Le onde (comprese le onde sonore) si propagano attraverso un mezzo materiale solido, liquido o gassoso.


Il nostro cervello è molto sensibile a livello vibrazionale, perché riesce a armonizzarsi facilmente sulle onde emesse.


Le frequenze principali sulle quali si sintonizza il nostro cervello sono: ALPHA, BETA, THETA, DELTA, GAMMA, e quando il nostro cervello si sintonizza su queste onde é possibile determinare diversi stati di coscienza.


Onde DELTA - queste onde sono associate al sonno profondo. Delta è lo stato di coscienza che agevola la ripresa fisica e il nostro equilibrio psico-fisico.

Onde ALPHA - sono le frequenze dello stato di rilassamento (quando non è ancora arrivato il sonno vero e proprio) e della meditazione;

Onde BETA - sono quelle che determinano lo stato di attività del nostro cervello a livello di concentrazione. Un eccesso di onde Beta ci mette in uno stato di iperattività, creando a volte uno stato di ansia;


Onde THETA - sono le onde che agevolano l’ispirazione, legate alla nostra capacità di immaginazione. THETA è uno stato di coscienza che ci permette di collegarci con “altre dimensioni” (quello che fa l’artista ispirato, connettersi con un’altra dimensione);

Onde GAMMA - le più alte come frequenza, e che quindi il nostro cervello non riesce a sostenere per lungo tempo. A queste onde sono associati gli stati di precognizione; anche la fase REM è caratterizzata da un'attività di queste onde.


Suoni e vibrazioni


Il suono è una perturbazione prodotta da un corpo che vibra con una certa frequenza attraverso un mezzo. Questo suono può essere la voce, oppure la vibrazione prodotta dal colpo dato su un tamburo, o il pizzicamento delle corde di una chitarra.


I suoni e la musica, così come i profumi ad esempio, donano benefici sulle sensazioni e gli stati d’animo come ansia, paura, depressione perché nell’ascolto viene a crearsi un senso di felicità dovuto al rilascio di endorfine, che sono responsabili di sensazioni come la gioia e capaci di ridurre lo stress. Una terapia musicale può aiutare a ridurre lo stress in quanto riduce il cortisolo (l'ormone dello stress), avendo così effetto rilassante provocando la regolazione della pressione arteriosa.


La musica ci permette di entrare in contatto con i nostri sentimenti, è la lingua dello spirito in cui l’anima di chi canta e di chi ascolta si fondono vibrando in un'unica armonia.

La suonoterapia


La suonoterapia si colloca all'interno delle discipline olistiche e utilizza le vibrazioni sonore per condurre in uno stato di benessere fisico mentale e spirituale


Fin dai tempi antichi la musica, ma in particolare le vibrazioni sonore, sono  state utilizzate come supporto per migliorare lo stato di salute fisico e mentale nelle pratiche spirituali.


Nell'antico Egitto la voce veniva usata per attivare i campi energetici del corpo, in Tibet tutt'oggi i monaci utilizzano il suono delle campane per aumentare il loro potere meditativo, tutte le forme di sciamanesimo si avvalgono di tamburi, sonagli e di dejeridoo;


si pensa che le strutture preistoriche costruite con le pietre siano state progettate per indurre uno stato alterato di coscienza in quanto le risonanze nelle camere di pietra favoriscono la trance mistica; ad esempio Stonhenge, nonostante non avesse un tetto e fossero presenti degli spazi tra le pietre, avrebbe avuto un'acustica simile a quella dei cinema odierni.


Il sito Maya di Chichen Itza è molto particolare in questo senso: ad esempio le parole sussurrate all'estremità del "cortile della palla" sono udibili all'esatto opposto, e le frequenze sonore riprodotte mentre si salgono gli scalini della piramide assomigliano al suono della pioggia. 


A livello spirituale i suoni ripetuti come i Mantra (parola sanscrita che significa “strumento per liberare la mente”, che indica una sequenza precisa di parole/suoni che aiuta a rendere più efficace la meditazione attraverso la ripetizione delle stesse) agiscono nel nostro subconscio come un canale dedito alla concentrazione di energie spirituali. Le vibrazioni sonore del sanscrito hanno la capacità di risvegliare i centri dormienti del cervello, avendo così effetti positivi sulla persona, sui luoghi e sugli oggetti.


Non sottovalutiamo dunque l'infinità di potenzialità del suono e utilizziamolo per aumentare la nostra consapevolezza.

Affronteremo nel dettaglio gli effetti del suono e della meditazione con Giuseppe Torrente, cantante, insegnante di canto e presidente dell’Associazione culturale Accademia della Vibrazione di Torino.


Benvenuto Giuseppe e grazie per questo incontro. Raccontaci un po’ di te:

Sono un cantante, laureato al conservatorio di Cuneo in vocalità afro-americane, il mio percorso artistico è sempre stato caratterizzato dalla presenza costante di più generi differenti tra loro che hanno arricchito il mio percorso di crescita e il mio modo di fare musica.

Ho composto varie canzoni soprattutto in lingua inglese e sono stato sempre orientato alla ricerca del successo discografico provando e riprovando svariate strade. Grazie a queste esperienze e ad un percorso spirituale parallelo di ricerca e consapevolezza di me stesso ho potuto beneficiare dell’aspetto terapeutico che le mie lezioni di canto provocavano sui miei allievi.

Questo mi ha fatto comprendere che attraverso l’interazione di musica, canto, colori e empatia potessi sviluppare un percorso particolare per le persone che intendono compiere i propri passi attraverso una ricerca di sé stessi atta ad un’evoluzione personale.

In che modo la musica condiziona la nostra vita a livello energetico?

Siamo costantemente circondati da vibrazioni; alcune di esse sono considerate rumori e altre considerate suoni. Le onde sonore che si propagano nell’aria ci avvolgono senza che noi ne siamo consapevoli creando in noi uno stato emotivo e psicofisico che a volte facciamo fatica a fronteggiare come per esempio il traffico, i rumori in una fabbrica, la radio accesa che trasmette canzoni che non abbiamo scelto, un diffusore musicale al supermercato eccetera eccetera

Come può la musica andare a toccarci a livello vibrazionale?

Ho sempre pensato che scegliere le giuste canzoni sia da ascoltare sia da cantare equivalga a rendersi responsabili di ciò che desideriamo essere dentro e comunicare al mondo esterno ciò che siamo. Quindi gli effetti delle vibrazioni provocate dalla nostra “responsabilità musicale” ci permettono di farci avvolgere da vibrazioni assolutamente fisiche nella materia per cui il nostro corpo possa beneficiarne a livello biologico.

So che il tuo metodo di insegnamento vocale è molto improntato sull’aspetto emotivo, spiegaci meglio

Ho sviluppato un metodo di insegnamento improntato sulla consapevolezza di ciò che il corpo può produrre in quanto strumento. Infatti un approccio che permetta di mettere insieme corpo, mente e spirito ci può condurre ad un equilibrio di comunicazione con noi stessi e con gli altri che va al di là di quello che oggi la società può farti credere che sia giusto o sbagliato sviluppando cosi una propria personalità e accettarne le personali peculiarità e potenzialità.


Esiste un legame tra le note musicali e i nostri punti energetici, i chakra?

Assolutamente si, se prendiamo per esempio le sette note (do re mi fa sol la si), possono essere associate ai sette colori dell’arcobaleno che a loro volta sono contemplati nell’utilizzo dei chakra dai primo al settimo. Per me è molto importante definire anche le tonalità musicali in relazione allo stato energetico dei chakra.

Oltre ad insegnare canto e occuparti di tutto ciò che gira intorno ad esso hai studiato un metodo che unisce il suono e la melodia con la meditazione per sviluppare la nostra parte più profonda: il Lovin’ Voice, il cui scopo principale è quello di farci avvicinare al nostro io più profondo, in modo da elevare il nostro spirito. Di cosa si tratta?

Durante i miei studi spirituali che principalmente vedono oltre che un percorso personale anche quello di guarigione e comunicazione attraverso il mondo dello spirito, ho consapevolizzato che gli effetti delle vibrazioni del mio canto andavano a generare uno stato di benessere nelle persone che lo ascoltavano nonostante in un primo momento avvenisse attraverso canzoni legate alla cultura e agli schemi della musica tradizionale occidentale con il sistema dodecafonico.

Ho cosi deciso di abbattere gli schemi e di organizzare delle classi di ascolto del mio canto improvvisato con la sola voce sperimentando cosi un metodo che prescinde i soliti metri di giudizio sul bello e sul brutto orientandomi sull’esigenza di canalizzare ciò che sentivo fosse giusto comunicare in quel momento per le persone presenti. Il risultato è quello di realizzare dei canti che a volte non rispecchiano delle melodie comuni come in una canzone, orientandosi più sullo sviluppo di frequenze naturali che la maggior parte delle volte non sono accordate nel sistema 440Hz.

Questo fa si che ogni sessione sia sempre differente e susciti un particolare tema o riflessione sui quali i presenti lavorano al termine della pratica.



È quindi una disciplina che ha anche uno scopo terapeutico di guarigione spirituale

Esattamente, l’obiettivo è quello non di far partecipare attivamente le persone cantando ma ricevere guarigione spirituale attraverso la voce e i suoni correlati nell’accompagnamento.

Perché questo nome? Lovin’ Voice?

Quando ho deciso che, per ovvie ragioni, avrei dovuto identificare la pratica con un nome è stato semplice trovare quello adeguato che ha due significati principali. Il primo è letterale: in inglese significa voce amorevole perché tutto è fatto con uno spirito di amore e desiderio di aiuto verso il prossimo e in secondo luogo perché l’energia che ci arriva dal mondo dello spirito quando canalizziamo è un energia d’amore di cui si fa veicolo la voce e quindi a livello di pronuncia diventerebbe “ love in voice” ovvero amore nella voce.


Come si svolge una sessione di Lovin’ Voice?

La sessione può essere di gruppo o individuale. I partecipanti sono invitati a sedere comodamente o distendersi assumendo una posizione consona secondo il loro sentire. Inizia così nel silenzio un canto ispirato e canalizzato dal sottoscritto accompagnato talvolta da campane tibetane, bastone della pioggia e tamburo sciamanico. Ai partecipanti viene chiesto semplicemente di lasciarsi trasportare dalle melodie dai suoni emessi per affrontare un viaggio interiore. Questo tipo di pratica porta il più delle volte le persone ad evocare luoghi lontani, mistici e antichi che richiamano emozioni primordiali, oppure semplicemente sensazioni di trasporto fisico e rilassamento.

Ecco una dimostrazione sonora:



È necessario essere presenti per poter partecipare?

No, per fortuna la tecnologia e gli ultimi sviluppi legati al covd19 mi hanno portato ad organizzarmi con una diffusione online che porta gli stessi benefici come in presenza dal vivo. Organizzo solitamente sessioni sulle piattaforme zoom delle quale si può beneficiare attraverso semplici cuffie o speaker a propria discrezione nella comodità della propria abitazione approfittando del totale comfort di casa.

Oltre alle sessioni in presenza è possibile esercitarsi a casa da soli?

Ovviamente il canto essendo il principale protagonista può essere preso in considerazione qualora ci si senta a proprio agio con la propria voce e nell’affrontare il canto nella propria libertà di espressione. Questo ovviamente diventa difficile qualora si voglia semplicemente ricevere senza cantare. Per questo motivo ho sviluppato un percorso di 10 tracce della durata di 56 minuti che sarà distribuito a breve sulla piattaforma di Spotify o su tutte le piattaforme di distribuzione online che permettano agli utenti di svolgere quando meglio credono il percorso.



È davvero interessante e io stessa ho partecipato diverse volte agli incontri! Se i nostri lettori volessero provare di persona questa esperienza, puoi già darci la data del prossimo incontro online?

Certamente! Gli incontri solitamente hanno una cadenza di una o due volte al mese. Il prossimo incontro sarà mercoledì 2 dicembre online su zoom alle ore 20,30. È possibile anche prenotare la propria sessione individualmente.

Per informazioni e prenotazioni potete contattarmi personalmente via mail, via telefono o trovare i prossimi incontri su facebook nella mia pagina personale. Per i lettori di Boté Magazine offro con piacere uno sconto particolare dedicato, per identificarvi comunicate nella richiesta che siete lettori affezionati di Boté!

Grazie mille Giuseppe per questa chiacchierata interessantissima!

Piacere mio e alla prossima!



I contatti di Giuseppe:

telefono 392 2822288

email info@giuseppetorrente.it

Dai, scrivici! Hai qualche richiesta, curiosità, o bisogno di un consiglio? Digita il tuo messaggio qui sotto!

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