Una Casa Più Leggera, A Piccoli Passi


di Orietta Di Francesco (@declarat_ori)


Questo mese Botéco diventa una guida per suggerire idee pratiche alla trasformazione sostenibile delle nostre case.


Dopo l’articolo di settembre in cui ho cercato di proporvi linee generali per ripartire dopo l’estate in maniera meno impattante abbiamo ricevuto richieste a tema per alleggerire le nostre case in ottica più sostenibile.


Per questo motivo ho pensato di fare un articolo “bignami” sulla falsa riga del mio profilo Instagram nel quale tratto il tema per coloro che non sono avvezzi ad alcuni cambiamenti ma che hanno voglia di migliorarsi.


Facciamo allora insieme un tour virtuale nella casa sostenibile!


Il mese di ottobre è dedicato alla cucina


l'ambiente chiave della casa, il luogo in cui volenti o nolenti dobbiamo passare del tempo e allora scopriamo insieme come alleggerirlo.



LA SPESA

L’approvvigionamento di viveri è sempre fonte inesauribile di rifiuti, se date un’occhiata alla vostra raccolta differenziata noterete quanti imballi arrivino proprio dalla cucina.

Il primissimo consiglio che sento di darvi è quello di affrontare il momento della spesa con maggiore consapevolezza. Di solito badiamo molto al prezzo e alle offerte tralasciando aspetti che appaiono marginali al momento dell’acquisto ma che hanno molto valore sul piano della produzione di rifiuti dopo il consumo. Ogni volta che andiamo al supermercato pensiamo al packaging di ciò che acquistiamo, chiediamoci se esistono alternative meno impattanti e, sempre in base ai nostri impegni, valutiamo canali di approvvigionamento diversi. Non dimentichiamo inoltre di acquistare prodotti stagionali, sono più buoni, non devono affrontare lunghi viaggi o, se prodotti in Italia, coltivazioni forzate che richiedono molta più energia di quella offerta naturalmente dalla stagione in corso.



Vi propongo una piccola lista di esempi con relative sostituzioni, con l’abitudine e la voglia di migliorarsi farete sempre più caso ai particolari e verrà naturale fare scelte più accurate.

Confezioni non riciclabili

Impariamo a leggere le etichette di conferimento, prediligiamo le sole confezioni riciclabili, facilmente riciclabili aggiungo.

Monoporzioni

Evitiamole per quanto possibile, brick di succo di frutta, fette biscottate incartate 4 per volta, merendine o snack possono essere sostituiti con borracce, pacchi unici, merende e snack autoprodotti e incartati a casa.

Alimenti preincartati

Pensiamo a frutta e verdura, ai salumi, alla carne o al pesce: se il supermercato ha i banchi appositi acquistiamo a peso, evitiamo ad esempio frutta e verdura vestite di plastica quando possiamo prenderle sfuse.

Pronti da cuocere

Pesa di più sul nostro impatto ambientale una confezione di puré o qualche patata sfusa? Una glassa la cioccolato in tubo di plastica o una tavoletta da sciogliere nel latte? Delle cotolette già impanate e incellophanate o un paio di fettine da preparare con uovo e pangrattato? La lista è infinita, ma vi accorgerete che si possono tagliare di molto gli imballi se riprendiamo confidenza con i fornelli.

Offerte formato famiglia

Avete una famiglia numerosa? Siete grandi consumatori di biscotti? Allora fatevi tentare dall’offerta, ma se la risposta è no e state acquistando perché “è conveniente”desistete, un altro grosso impatto ambientale derivante dalle nostre cucine è proprio lo spreco alimentare, se il surplus viene gettato la convenienza che ci aveva conquistati non ha più alcun valore.

Sacchetti in mater-bi

Siamo alla cassa, avete portato con voi le buste riutilizzabili? Io ormai non le dimentico più, è un piccolo gesto ma con un grande valore. E poi – diciamocelo – i sacchetti in mater-bi si rompono facilmente, se si bucano non possono nemmeno essere utilizzati per contenere i rifiuti umidi, senza dimenticare che hanno un costo. Consiglio di tenere sempre un paio di sacchetti riutilizzabili in auto o delle shopper di tessuto in borsa o nello zaino, per non trovarsi mai impreparati.

Come dicevo più su esistono anche canali alternativi al supermercato, che comunque ho messo al primo posto perché è il luogo che tutti frequentiamo e dal quale non possiamo quasi prescindere, soprattutto in città e in abbinata ai ritmi lavorativi spesso serrati.


Ma se davvero vogliamo modificare le nostre abitudini a favore della salvaguardia ambientale possiamo scegliere alternative di spesa più sostenibili.


Primo fra tutti il mercato, in cui possiamo acquistare più facilmente senza imballo, magari portando noi stessi dei sacchetti riutilizzabili per la pesa, abbiamo inoltre il vantaggio di acquistare locale evitando anche l’impatto dato dal trasporto per la distribuzione.

Ognuno di noi deve ragionare sul proprio tempo libero, magari decidere di dedicare il sabato mattina o il giorno libero dal lavoro ad una spesa più consapevole, tenendo presente che non sarà “comoda” come al supermercato in cui tutti i prodotti sono a disposizione in un solo luogo, ma consci anche del fatto che quella scelta differente porta con sé molti vantaggi.



Avete aziende agricole nei dintorni? Informatevi, magari effettuano anche consegne a domicilio, molte aziende hanno attivato questo servizio durante il lockdown e lo hanno mantenuto.


Esistono anche servizi su base nazionale che offrono abbonamenti a cassette settimanali di frutta, verdura e/o prodotti a km 0 che possono essere valutati in relazione alla propria disponibilità di denaro e tempo. Personalmente ho utilizzato per un annetto Cortilia, ho interrotto solo per via di un trasferimento e nella zona dove vivo attualmente non ho più quella necessità, ma per me che ero pendolare e lavoravo a tempo pieno è stato un valido aiuto nell’avere prodotti freschi settimanalmente, senza imballo e distribuiti da produttori locali.



Un altro bel modo di rifornirsi di alimenti, ma anche di detersivi, è quello dei negozi di prodotti sfusi. Se avete la fortuna di averne uno dalle vostre parti (ma molti hanno anche il negozio online) non perdete l’occasione di farci un giro, si possono acquistare farine, legumi secchi, frutta disidratata, pasta, riso, tè, spezie e molto altro a peso, riempiendo i propri contenitori; sicuramente la vostra dispensa sarà più sostenibile e scommetto che la vostra dieta diventerà più varia.


LA PREPARAZIONE DEI PASTI

Ora che la spesa è fatta tocca cucinare e conservare!


Anche in questo ambito possiamo minimizzare spreco e rifiuti. Il consiglio che vi avevo lasciato già nell’articolo del mese scorso è quello di organizzarsi con un menu settimanale, questo permette di fare spese oculate e anti-spreco, inoltre libera dall’ansia atavica del “cosa cucino/mangiamo oggi?”. Sul web trovate menu già pronti per essere scaricati o presi ad esempio, vale la pena provare, un altro vantaggio da non sottovalutare è quello di poter bilanciare al meglio la propria dieta, magari introducendo quel pasto a base vegetale in più che finiamo sempre per dimenticare.


Il non plus ultra dell’organizzazione in cucina passa dal meal prep (meal=pasto + preparation=preparazione) è il gradino successivo al menu settimanale, quel metodo che ci permette di preparare in anticipo le basi e le pietanze per la settimana a venire.

Non sono un’esperta di meal prep per cui troverete qui una rapida panoramica dei punti chiave, ma se davvero volete approcciarvi a questo metodo non posso non suggerirvi di seguire Raffaella Caso sul suo blog Babygreen e principalmente sul suo canale Instagram nel quale potrete vederla realizzare il meal prep settimanale ogni domenica nel giro di un paio d’ore, ma non solo!

Come si svolge questo metodo salva tempo e sprechi? Si possono lavare e asciugare tutte le verdure e tenerle pronte all’uso in contenitori di vetro (riciclare i barattoli che acquistiamo normalmente è un'ottima idea), si possono precuocere i legumi se li abbiamo acquistati secchi (e magari sfusi), si può usare il forno per una serie di preparazioni quali sformati, torte salate, frittate, farinate, verdure e non accenderlo più durante la settimana. Inutile dire che frigo e freezer sono nostri alleati, possiamo inoltre preparare sughi, pesti, hummus di vario genere per avere sempre a portata di mano qualcosa che riduce i tempi che dovremo passare in cucina.



Alla stregua del meal prep dal punto di vista della semplificazione metto l’autoproduzione di cibi che possono sostituire quelli confezionati: il pane su tutti (se poi avete una macchina del pane è presto fatto, senza bisogno d'essere maestri panificatori) ma anche brioches, muffin, torte per le colazioni e le merende, crakers, grissini, pizze, focacce, dessert e dolci in genere. Senza dimenticare le conserve stagionali dalle confetture alla passata di pomodoro passando per i sottoli! Non nego che sia necessaria una buona dose di volontà e piacere nel mettere le mani in pasta rifiutando il preconfezionato, ma laddove ce ne sia un minimo non posso che dirvi di provare, di dare una spintarella alla pigrizia perché la soddisfazione che se ne trae è enorme, così come il risparmio in termini economici, di produzione di rifiuti, di spreco alimentare.



IL CORREDO

Il grosso in cucina è fatto, ora vi suggerisco piccole sostituzioni materiali che fanno la differenza.


Ve li ricordate i tovaglioli di stoffa? Recuperateli! In questo modo tanta carta sarà salva, potreste addirittura ricamare l’iniziale su quelli che usate quotidianamente o creare con i bambini dei portatovogliolo personalizzati.


Al posto dello scottex si possono utilizzare i canovacci che tutti abbiamo o che possiamo facilmente creare da vecchie lenzuola;


Avete mai pensato di passare alla carta da forno lavabile o al tappetino in silicone al posto di quella usa e getta? Io ne uso una in teflon lavabile in fogli pretagliati, mi trovo benissimo.


Per coprire, conservare e avvolgere i cibi esistono dei teli di tessuto e cerati – detti bee-wraps – oppure esistono coperchi estensibili in silicone che vanno su contenitori e cibi, entrambe le soluzioni sono utilizzabili al posto della pellicola trasparente o dell’alluminio; se amate la pasticceria consiglio il sac-à-poche lavabile anziché quelli usa e getta.


Passando alle pulizie, anche per lavare i piatti esistono saponi solidi (persino un marsiglia va benissimo!) o detersivi liquidi sfusi con cui ricaricare lo stesso flacone ogni volta, per le spugne suggerisco la luffa che altro non è che una zucchina cresciutella ed essiccata, quelle in tessuto compostabili o le spazzole in fibre naturali anch’esse da gettare nell’umido a fine vita.


Se avete la lavastoviglie fatela partire sempre a pieno carico per una questione di risparmio energetico, e se siete soliti sciacquare i piatti prima di metterli dentro pensate ad utilizzare a questo scopo l’acqua di cottura della pasta o quella risultante dal lavaggio delle verdure precedentemente recuperata, molto meglio farla scorrere dal rubinetto, no?


Un altro bel taglio sui rifiuti si ottiene abolendo piatti, bicchieri e stoviglie usa e getta, se siete soliti usarne magari durante le feste potreste investite in un set di stoviglie in plastica o altro materiale infrangibile lavabile che potrà essere usato ogni volta per moltissimo tempo: a questo scopo sono nate da qualche anno le stoviglioteche, luoghi in cui questi set vengono affittati o prestati!


A proposito di acqua e bottiglie di plastica ho parlato in un articolo dedicato, ed è un punto molto importante nella riduzione dei rifiuti domestici. Lo trovate qui.

Credo di aver detto quasi tutto a proposito di un ambiente cucina più sostenibile, spero moltissimo che i suggerimenti siano stati interessanti e che stimolino qualche piccolo cambiamento.

Vi aspetto nei commenti per qualunque chiarimento o ulteriore consigli da parte vostra che possano tornare utile a tutti!


Ci diamo appuntamento al mese prossimo per affrontare l'alleggerimento di qualche altra stanza della casa.



Green-tip: A proposito di sfuso avete mai ragionato sul caffè? Si può acquistare a peso e macinato fresco nelle torrefazioni, se non ne avete disponibili mi sento di consigliarvi un caffè certificato Fairtrade, sarete certi che tutti i lavoratori impiegati ad ogni stadio della produzione ha ricevuto il giusto compenso e non è stato sfruttato. Ah sì, ovvio, sto parlando di caffè per la buona, vecchia e sostenibile moka. Se utilizzate le capsule potreste investire su quella riutilizzabile, la conoscevate? Mal che vada esistono anche le capsule compostabili.


Dai, scrivici! Hai qualche richiesta, curiosità, o bisogno di un consiglio? Digita il tuo messaggio qui sotto!

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